Noi di Avis Comunale Trento siamo stati lieti di contribuire alla realizzazione del convegno organizzato da Avis del Trentino: “𝐋𝐀 𝐃𝐎𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐏𝐋𝐀𝐒𝐌𝐀: 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚” sabato 29 ottobre a Trento presso la sala Federazione Trentina della Cooperazione in via Segantini 10.

L’appuntamento scientifico di AVIS ha unito relazioni da parte di esperti del settore e testimonianze dirette di pazienti ai fini di sensibilizzare la cittadinanza all’importanza della donazione del plasma.

La lettura magistrale del dott. Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue, ha esposto il problema della donazione di plasma nel contesto nazionale ed europeo, sottolineando come tutte le Regioni italiane, ad eccezione della Sardegna, siano potenzialmente autosufficienti per la raccolta di sangue e plasma.

In realtà mentre l’autosufficienza per il sangue intero è globalmente raggiunta, grazie alla compensazione interregionale, per il plasma ed i farmaci plasmaderivati essa si ferma attorno al valore medio del 70%.

Il programma nazionale per autosufficienza riferito al 2022 stabilisce dei valori soglia pari a 40 unità di sangue intero /1000 abitanti/anno e 18 Kg plasma/1000 abitanti/anno.

In base a tali obiettivi si distinguono:

Regioni che non superano tali valori (Gruppo I: Calabria, Campania, Lazio, Molise),
Regioni che raccolgono sangue intero secondo obiettivi ma non plasma sufficiente con valori inferiori alla media nazionale di 14,5 Kg (Gruppo IIb: Abruzzo, Basilicata, Trentino, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria), Regioni con valori medi plasma superiori alla media nazionale (Gruppo IIa: Liguria, Lombardia, Bolzano, Piemonte, Toscana) Regioni virtuose che raggiungono entrambi obiettivi (Gruppo III: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Valle d’Aosta, Veneto).

Durante il Convegno AVIS “𝐋𝐀 𝐃𝐎𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐏𝐋𝐀𝐒𝐌𝐀: 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐬𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚”, il dott. Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro nazionale Sangue, ha evidenziato che il plasma è ritenuto strategico ed essenziale per le esigenze attuali della Medicina: esso contiene oltre 1000 proteine, di cui circa 250 identificate e 20 disponibili per essere utilizzate nella terapia umana.

Sono comunque prodotti di lavorazione che richiedono 7-12 mesi per la loro messa a punto e che rilevano un costante aumento nella loro richiesta, tanto da ingenerare uno squilibrio allarmante tra raccolta del plasma, matrice di partenza, e fabbisogno.

A seguito della pandemia Covid l’autosufficienza europea per le immunoglobuline, prodotto driver, è calata dal 68 al 60%. In Italia ci sono 1.653.258 donatori di sangue (pari al 3% della popolazione) che garantiscono 3.021.143 donazioni di cui 2.566.235 sangue intero e 454.908 aferesi (386.673 plasmaferesi).

Risulta quindi strategico mettere in atto procedimenti che possano incrementare la raccolta di plasma.

La dott. Paola Boccagni, Direttore f.f. del SIT di Trento, ha illustrato le procedure che consentono raccolta, conservazione e lavorazione del plasma da utilizzarsi come emocomponente diretto o da inviare al frazionamento industriale per la preparazione di emoderivati come specialità medicinali.

Il plasma può essere raccolto a seguito di scomposizione da sangue intero o da plasmaferesi produttiva.
In entrambi i casi il plasma deve essere congelato molto rapidamente utilizzando un’apposita apparecchiatura a -80°C che consente il completo congelamento, a valori inferiori a -30° C entro un’ora.

Il successivo processo produttivo industriale, regolato da un contratto in conto-lavorazione, consente la messa a disposizione di farmaci quali: albumina, fattori VIII, IX coagulazione, fibrinogeno, antitrombina, immunoglobuline polivalenti o specifiche a somministrazione intravenosa e intramuscolare ed altra ancora di uso meno corrente.

Tutto ciò ha portato il WHO a riconoscere il plasma come un bene pubblico di interesse nazionale.
A seguito dell’intensa attività di promozione della donazione di plasma, nella nostra provincia è in atto un percorso di potenziamento della plasmaferesi, tanto che dalle 89 unità/mese del gennaio 2022 siamo passati in ottobre a 163 unità/mese.

La dott. 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐢, dirigente medico SIT Trento, ha sviluppato il tema delle indicazioni di plasma e plasmaderivati.

Le indicazioni terapeutiche del plasma fresco congelato sono riscontrabili nel caso di deficit di fattori della coagulazione, microangiopatie trombotiche, ricostituzione di sangue intero dopo emotrasfusione, coagulazione intravascolare disseminata.

I medicinali plasmaderivati (prevalentemente albumina, immunoglobuline polivalenti, immunoglobuline specifiche e fattori della coagulazione) sono utilizzati per integrare componenti mancanti tanto da essere considerati dei farmaci salvavita: la loro richiesta è in costante aumento per invecchiamento della popolazione, nuove indicazioni terapeutiche, aumento delle diagnosi, nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti.

Anche la 𝐝𝐨𝐭𝐭. 𝐒𝐜𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐢, dirigente medico Medicina Ospedale Rovereto si è soffermata sull’uso di plasma e medicinali plasmaderivati in ambito internistico, come nella coagulazione intravascolare disseminata, nella cirrosi epatica, nella peritonite batterica spontanea, nella sindrome epato-renale.

L’uso delle immunoglobuline polivalenti è precipuo nella terapia sostitutiva di deficit o nella immunomodulazione per trombocitopenie immuni, malattia di Kawasaki, patologie neurologiche.
Le immunoglobuline specifiche sono elettivamente usate come profilassi post esposizione per epatite B, tetano, botulino, rabbia, varicella-zoster.

 

Il dott. Fabrizio Valente, dirigente medico Nefrologia e Dialisi Trento, ha illustrato procedure e casistiche dell’aferesi terapeutica, effettuabile con tecnica non selettiva (plasma exchange), semiselettiva (filtrazione a cascata e reo-aferesi) e selettiva (rimozione endotossine e immunoassorbimento). Essa è una tecnica di depurazione extracorporea utilizzata per la rimozione di sostanze ad elevato peso molecolare come anticorpi, immunocomplessi, endotossine, lipoproteine.
Nel caso di aferesi non selettiva è necessaria la sostituzione del plasma rimosso con albumina o plasma fresco congelato.

Il dott. Bruno Giometto, direttore Neurologia Trento ed uno dei massimi esperti europei nelle patologie neurologiche autoimmuni, ha evidenziato come la sua U.O. risulti avvalersi del 44% sul consumo totale di immunoglobuline per la cura di neuropatie autoimmuni come la poliradicolonevrite acuta (sd Guillain-Barrè), poliradicolonevriti demielinizzanti croniche, neuropatie motorie multifocali, encefaliti immunomediate.

La dott. Barbara Giussani, medico AVIS Bergamo, ha sviluppato il tema dell’idoneità alla donazione di plasma, per la quale esistono requisiti generali (età, peso, valori pressori) e specifici (emoglobina, protidemia).  Altro requisito funzionale è l’avere un buon accesso venoso che consenta un rapido scambio aferetico e di reinfusione. Si sottolinea come i tempi di intervallo tra una donazione di sangue intero e plasma e viceversa consentano donazioni più frequenti senza disagi o reazioni avverse.

Quindi, #donaindoppio!


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